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Cooperazione scientifica

 

Cooperazione scientifica

Il 28 marzo 2018 è stato firmato a Stoccolma il terzo Programma Esecutivo (valido per il periodo 2018-2020), nel cui ambito sono stati finanziati 8 progetti bilaterali in settori quali nanoscienze, neuroscienze, beni culturali, cyber security, energia pulita e “ageing society”.

Sono stati promossi contatti fra aziende ed enti dei due paesi, in particolare nel campo della ricerca spaziale. Sulla base di un MoU tra le agenzie spaziali dei due Paesi (ASI e SNSB), Telespazio e la Swedish Space Corporation hanno firmato un accordo di cooperazione per la telemetria e la trasmissione di dati della nostra costellazione di satelliti Cosmo-Skymed. Sono in corso contatti per la sua estensione alla seconda generazione di Cosmo-Skymed, che sarà operativa fino al 2024. Le due agenzie spaziali hanno inoltre firmato un accordo di cooperazione per lo sviluppo di strumenti per la missione dell’ESA di esplorazione di Mercurio “BepiColombo” e sono in corso i contatti per il lancio di palloni stratosferici circumpolari dalla base artica di Esrange.

European Spallation Source

Il progetto più importante nelle relazioni scientifiche fra Italia e Svezia è senza dubbio l’European Spallation Source (ESS). Questo progetto, che realizzerà un impianto di analisi dei materiali basato sulla spettroscopia neutronica ad alto flusso, è di importanza cruciale per mantenere l'Europa alla frontiera nella ricerca e sviluppo dei materiali innovativi e quindi in grado di innovare la sua industria manifatturiera, farmaceutica ed energetica. Tale obiettivo ha anche promosso la nascita due progetti simili in USA e in Giappone. Proprio per queste ragioni ESS è stato valutato di interesse strategico dall’ European Strategy Forum on Research Infrastructures (ESFRI) che ne ha raccomandato la rapida implementazione. L’Italia e’ tra i Paesi fondatori, insieme a Svezia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Norvegia, Polonia e Svizzera. Il progetto vede oggi la partecipazione di 17 Paesi europei e oltre 130 enti scientifici.

Per quanto riguarda la struttura dell’acceleratore di neutroni, gli strumenti sono compresi in 42 pacchetti preparati da 18 enti localizzati in 8 nazioni diverse. L’Italia partecipa a questa parte del progetto tramite l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nelle sedi di Trieste, Catania, Legnaro e Milano, mentre per la realizzazione del cosiddetto “target” ovvero la struttura prevalentemente in tungsteno su cui verranno convogliati i neutroni, sono stati previsti 21 pacchetti che verranno forniti da sette enti differenti localizzati in 6 differenti nazioni tra cui l’Italia tramite il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Anche per quanto riguarda la sezione di sistema di controllo integrato l’Italia fornisce il contributo tramite l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Collaborano al progetto anche il Politecnico di Milano, quello di Torino, l’Università di Brescia, e quella di Firenze, il Consiglio Nazionale Ingegneri, Il Consorzio delle Università, il Consorzio Interuniversitario Risonanze Magnetiche di Metallo Proteine, il Laboratorio del Sincrotrone di Trieste e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il primo componente dell’ESS – cd. “Ion Source and Low Energy Beam Transport”, orginatore del fascio di protoni alla base del funzionamento dell centro, è stato prodotto e assemblato presso l’INFN di Catania ed e’ stato installato nel mese di ottobre 2018. L’inaugurazione ufficiale della messa in opera del componente è stata presieduta dal Signor Presidente della Repubblica e dal Re di Svezia il 15 novembre 2018.


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