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Esperti italiani a Lund per confrontarsi sugli aspetti etici della ricerca, della gestione e della tutela del patrimonio culturale

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Il 20 e 21 maggio 2026 si è svolto a Lund il convegno internazionale “Ethics of Heritage Science at Large-Scale Neutron and Synchrotron Facilities”. Questo evento, patrocinato dall’Ambasciata d’Italia è stato una occasione unica di confronto tra esperti provenienti da tutto il mondo che hanno discusso gli impatti etici delle diverse tecniche utilizzate per lo studio e la tutela dei beni culturali, tra queste quelle che utilizzano le grandi infrastrutture di ricerca come MAXIV e l’European Spallation Source (ESS) che oggi la Svezia rende disponibili a una vasta comunità di ricercatori.

Esistono tecniche veramente “non distruttive” e quali considerazioni sono imprescindibili per lo studio e la conservazione dei beni culturali? Queste sono solo due delle molte domande che dobbiamo porci ogni volta che si immagina uno studio sui beni culturali e che sono state affrontate, forse per la prima volta in modo diretto nella due giorni organizzata dall’Istituto LINXS a Lund.

Come sottolineato dall’Addetto Scientifico dell’Ambasciata Italiana portando i saluti dell’Ambasciatore Michele Pala, “l’Italia ospita oltre il 60% dei tesori artistici mondiali, svolgendo un ruolo centrale nello studio e nella conservazione del patrimonio culturale grazie alla incredibile densità e diversità dei suoi beni: archeologici, architettonici e artistici. Il nostro è uno dei Paesi con il maggior numero di siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO che la rende un punto di riferimento globale per le pratiche di conservazione, pioniere nei processi di conservazione e di formazione, e assolutamente protagonista con i suoi gruppi di ricerca archeologica nella protezione del patrimonio culturale storico in tantissime zone di conflitto collegando la cultura al mantenimento della pace.

La qualificata presenza italiana al convegno è stata rappresentata in prima persona da Laura Longo dell’Università Ca’ Foscari e da Luca Bondioli dell’Università di Padova, ma anche da altri italiani presenti al convegno che lavorano presso importantissime istituzioni internazionali e  musei noti in tutto il mondo.

La leadership svedese nella digitalizzazione e nell’open access nel settore dei beni culturali sta influenzando gli standard internazionali contribuendo attivamente non solo alla ricerca, ma anche alla salvaguardia del patrimonio culturale. Questo evento ha dimostrato ancora una volta che Italia e Svezia possono contribuire a migliorare l’ecosistema europeo della ricerca e dell’innovazione anche nel settore dei beni culturali attirando studenti e professionisti internazionali. Siamo e vogliamo continuare ad essere due paesi leader in Europa e a livello globale nello studio del patrimonio culturale, e nelle nuove tecnologie di preservazione e gestione di beni preziosissimi per la storia e la cultura della società.