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Diplomazia scientifica

Le collaborazioni con la Svezia in questo settore sono regolate dall’Accordo sulla Cooperazione Culturale, Educativa, Scientifica e Tecnologica firmato a Roma il 29/11/2001 e in vigore dal 2007. L’ultimo Programma Esecutivo con la Svezia, valido per il periodo 2018-2020, ma esteso fino al 2022 a seguito della pandemia, è stato firmato a Stoccolma il 28 marzo 2018.
Nell’ambito di questo programma bilaterale sono stati finanziati otto progetti bilaterali in diverse aree: nanoscienze, neuroscienze, beni culturali, cyber security, energia pulita e “ageing society”. Sono iniziati i contatti per il rinnovo di questo Programma Esecutivo per il triennio 2023-2025.

Secondo il database del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) sono circa 80 i memorandum e gli accordi esistenti tra centri di ricerca ed istituzioni universitarie italiane e svedesi nel campo della scienza e della tecnologia coinvolgendo circa quaranta università italiane. Maggiore il numero delle università e istituzioni italiane coinvolte in attività bilaterali e multilaterali se si considerano gli accordi accademici: riconoscimento del doppio titolo di studio, dottorati ed accordi ERASMUS, e anche i contratti legati a progetti Europei finanziati.

Da segnalare fra le collaborazioni quella tra ASI e l’omologa svedese, Swedish National Space Board, in campo spaziale e in campo di osservazione satellitare, ed il protocollo firmato dal CNR e dal Research Institute of Sweden (RISE) su ricerche e applicazioni ICT e banda larga.

In ambito scientifico una realtà importante nelle relazioni fra Italia e Svezia è senza dubbio l’European Spallation Source (ESS) , un’iniziativa considerata strategica dall’ European Strategy Forum on Research Infrastructures (ESFRI).  L’Italia è tra i Paesi fondatori di ESS insieme a Svezia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Norvegia, Polonia e Svizzera. Attualmente fanno parte del progetto 13 paesi membri, più di 40 istituzioni partner europee e più di 130 istituzioni da tutto il mondo che collaborano secondo il modello in-kind.
L’Italia contribuisce al progetto soprattutto tramite l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Collaborano anche il Politecnico di Milano, quello di Torino, l’Università di Brescia, e quella di Firenze, il Consiglio Nazionale Ingegneri, Il Consorzio delle Università, il Consorzio Interuniversitario Risonanze Magnetiche di Metallo Proteine, il Laboratorio del Sincrotrone di Trieste e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L’importanza di questa infrastruttura è stata testimoniata il 15 novembre 2018 dalla partecipazione del Signor Presidente della Repubblica e dal Re di Svezia alla posa in opera del primo componente dell’ESS necessario a generare il fascio di protoni, dispositivo costruito e assemblato presso i laboratori del Sud dell’INFN a Catania.
Quando la sua costruzione sarà terminata, questa infrastruttura renderà disponibile alla comunità scientifica europea e internazionale una grande struttura di ricerca unica per lo studio dei materiali mediante la spettroscopia neutronica. Questa nuova sorgente di neutroni in costruzione a Lund, sarà competitiva e sicuramente più performante rispetto alle sorgenti di neutroni oggi disponibili in Cina, Giappone, UK. L’ESS garantirà nuove opportunità di ricerca non solo nella fisica fondamentale, nella scienza dei materiali e nelle scienze della vita, ma anche nei settori dell’energia, delle tecnologie ambientali, e del patrimonio culturale; una infrastruttura scientifica di importanza cruciale per mantenere l’Europa all’avanguardia nella ricerca e a supporto della sua competitività industriale. Si ritiene, inoltre, importante ricordare che  ad agosto del 2022 è stata nominata Direttrice Scientifica di ESS la ricercatrice italiana Dott.ssa Giovanna Fragneto.

Italia e Svezia sono entrambi Paesi Osservatori nel Progetto SESAME in Giordania, l’unica infrastruttura di ricerca operativa nel Medio Oriente, una straordinaria iniziativa multilaterale riconosciuta dall’UNESCO che entrambi i paesi supportano con grande impegno. L’Italia partecipa come membro osservatore al Consiglio Artico, il forum internazionale che discute i problemi dei governi artici e delle popolazioni che vivono nell’Artico di cui la Svezia è membro permanente. L’impegno scientifico nell’Artico dei ricercatori italiani nei settori della chimica e della fisica dell’ambiente, della biologia marina, della climatologia, e della medicina sono ampiamente riconosciuti.

Sempre in campo multilaterale si segnalano, fra le altre, le collaborazioni scientifiche bilaterali e multilaterali nell’ambito del CERN (di cui entrambi i paesi sono stati fra i fondatori nel 1953), dello Square Kilometer Array (SKA) e dell’European Southern Observatory (ESO).